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Sulla Route des sommets i visitatori cercavano la forza che si sarebbe tramutata nell’ormai celebre “difesa spirituale del Paese”.
La scultura di Hans Brandenberger fu quasi profetica: “Die Wehrbereitschaft”. Alludeva all’eroismo maschile, mentre le donne avrebbero prestato man forte lavorando per l’Esercito. Anche la Svizzera, dunque, non era immune dalla simbologia fascista. Nel Libro d’Oro lungo la Route des sommets, alcuni commenti dei visitatori inneggiavano alla nobiltà e alla purezza dell’animo elvetico. Ma la Landi fu anche un’occasione d’incontro festoso. Il famoso “Schifflibach”, un canale che permetteva di scivolare attraverso l’esposizione su piccole imbarcazioni, attrasse i visitatori tanto quanto la cabinovia che a 75 metri d’altezza li traghettava da una riva all’altra del lago. L’architettura dell’Esposizione nazionale era moderna e funzionale.
Non mancarono ospiti di spicco da diversi Paesi, ad esempio i reali di Belgio e di Spagna, alti rappresentanti di numerosi Stati, ministri e dignitari quali Lord Mayor di Londra.
Il popolo ringrazia la Provvidenza
Chi voleva trascorrere un momento senza i figli poteva lasciarli al Kinderparadies, dove una certa Trudy Gerster, alias Märlifee, stava guadagnando una fama nazionale di contastorie. Il visitatore stanco poteva riposarsi su sedie in alluminio perforato, il famoso modello Landi recentemente tornato in commercio. Il luogo più popolare era il villaggio della Landi, che accolse ben 160'000 visitatori soltanto per la festa folcloristica della Confederazione. Quanto al “Palais des attractions”, era surriscaldato da Teddy Stauffer e dal leggendario cabaret “Cornichon”.
Il 1° settembre, giorno della mobilitazione generale, il numero di visitatori precipitò di colpo, ma dopo soli 14 giorni la Landi si era rialzata: da quel momento, gli Svizzeri si recavano sulle due rive del lago di Costanza per ridarsi coraggio e fiducia. Come ebbe a commentare Gottlieb Duttweiler, fondatore della Migros “In questi tempi nefasti, il popolo intero ringrazia la Provvidenza di aver rinvigorito la coscienza della Nazione con l’esposizione nazionale”.
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