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Vivere le frontiere
Expo.02   15 settembre 2003
 
 
Superarle significa anche andare avanti
Superarle significa anche andare avanti
L’espressione “vivere le frontiere” deve essere presa alla lettera. Otto cantoni di confine, Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Ticino, Vallese e Zurigo, hanno creato un luogo che permette al visitatore di avvicinarsi alla frontiera nelle sue dimensioni fisiche, psicologiche e sociali. Erigere una frontiera significa esercitare un potere; oltrepassarla vuol dire infrangere la legge oppure conquistare la libertà!
 
 
 
Un po’ disorientato, il visitatore si lancia alla scoperta di uno spazio misterioso: un enorme volume dai contorni sfocati che sembra galleggiare al centro di una foresta di grandi aste. Per accedervi è necessario attraversare una prima frontiera, quella che separa la terraferma dalla piattaforma dove comincia l’esposizione.
 
Gioco d’ombre
 
Di asta in asta – una seconda frontiera! – il visitatore passa accanto a regole e divieti, a volte reali, altre volte inventati oppure assurdi e provocatori. Improvvisamente appare una scala che conduce il visitatore al primo piano del cubo. Lungo le pareti vi sono delle cabine in cui è possibile osservare, ascoltare e aprirsi all’esperienza dell’altro: le frontiere escludono, ma possono anche integrare.
L’ampio spazio tra le cabine è dedicato al tema delle frontiere sociopolitiche. Il visitatore diventa un osservatore. Il gioco delle luci dissolve lo spazio, dissipa i contorni e annulla il sentimento di sicurezza, mentre dei giochi d’ombra prendono vita ed ognuno ha la possibilità di esplorare i propri limiti…
 
Vi sono limiti e limiti
 
Visitando l’esposizione Vivere le frontiere il visitatore, solo o in compagnia, è portato a sperimentare in prima persona i limiti che separano le donne dagli uomini, i giovani dai vecchi, l’individuo dalla collettività e la vita dalla morte. Limiti che egli può accettare o rifiutare, che lo spingono a farsi un’opinione e a prendere posizione, ma che, nonostante tutto, sono ovunque: luoghi di tutte le contraddizioni, dell’accoglienza e dell’incontro così come del rifiuto e dell’esclusione.
Vi sono limiti che è necessario oltrepassare per poter progredire, ne va della nostra dignità o della nostra libertà; altri che sono invece da rispettare, in nome della libertà e della dignità di tutti. Ma quali sono queste frontiere e su quali valori si fondano?
 

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 NZZ - Bienne

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