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Blindekuh
Vedere ed esser visti fa parte della nostra quotidianità. Il progetto “Blindekuh” (Mosca cieca) modifica il nostro modo di percepire noi stessi e il mondo immergendoci nell’oscurità totale.
Die Werft
Non c’è più niente di sicuro, neanche nell’ambito della politica della sicurezza. "Il cantiere navale" si interroga sulla sicurezza e sull’identità della Svizzera nel nostro mondo in costante evoluzione. Questa esposizione mostra come i problemi odierni richiedano nuove soluzioni.
Expoagricole
L’esposizione agricola di Morat intende presentarsi come un’analisi, e non certamente come un lamento nostalgico. “Expoagricole” si compone di due parti centrali che si completano a vicenda: il parco tematico “SwissMiniNature” nel parco di Beaulieu e il Mercato delle Specialità vicino alla porta di Berna.
Heimatfabrik
L’attenzione rivolta in questi ultimi tempi al tema della patria parla da sé: la patria fa tendenza, viene criticata, rivalutata, commercializzata oppure sfruttata. L’idea che la patria sia una costante data e determinata dallo sfondo autobiografico viene rimessa in discussione.
Il giardino della violenza
La Svizzera, un’oasi di pace e tranquillità? Questo luogo comune è soltanto uno degli aspetti della realtà, la violenza ne è un altro. L’Esposizione nazionale tratta quest’importante soggetto ne “Il giardino della violenza”, dove viene illustrato ciò che la paura prepara in segreto.
Panorama della battaglia di Morat
II Monolito incarna la transitorietà, che viene anche rappresentata all’interno del cubo da due panoramiche: una del 19.o secolo, l’altra del presente.
Panorama Svizzera versione 2.1
L'immenso "Monolito" simbolo dell'arteplage di Morat incarna la transitorietà, che viene anche rappresentata all’interno del cubo da due panoramiche: una del presente e l'altra del XIX secolo.
Un ange passe
L’uomo non vive di solo pane, la sua stessa natura lo porta a cercare di dare un senso all’esistenza, al segreto che circonda il suo destino, alle risposte fornite dalle religioni. “Un ange passe” invita a scoprire sette casette nelle quali le questioni fondamentali riguardanti l’esistenza e la fede trovano una loro trasposizione artistica.
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NZZ - Morat
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